Il punto di partenza: cosa garantisce la legge
In Italia l'acqua del rubinetto è regolata dal D.Lgs. 18/2023, che recepisce la Direttiva (UE) 2020/2184 ed è stato aggiornato dal D.Lgs. 102/2025. Il gestore del servizio idrico e l'ASL controllano l'acqua fino al punto di consegna, cioè di norma il contatore. Dopo il contatore la responsabilità passa al proprietario o al condominio: tubazioni interne, serbatoi, addolcitori e filtri possono modificare la qualità dell'acqua che arriva al bicchiere.
Per questo un'acqua di rete conforme all'origine è in genere adatta a tutta la famiglia, ma i punti deboli più frequenti sono l'impianto interno dell'edificio e le fonti non controllate dal gestore, come i pozzi privati. Prima di tutto conviene consultare i dati pubblicati dal gestore o dal comune: sono il riferimento per la propria zona.
Neonati e latte in polvere
I lattanti alimentati con latte formulato sono il gruppo più sensibile, perché in rapporto al peso bevono molta acqua. Il valore di legge per i nitrati, 50 mg/L, coincide con il valore guida dell'OMS, che è stato fissato proprio per proteggere i lattanti allattati artificialmente dalla metaemoglobinemia. La soglia di 10 mg/L che si legge spesso riguarda invece le acque minerali in bottiglia che riportano in etichetta l'indicazione per l'alimentazione dei neonati.
Per la preparazione del latte in polvere le linee guida OMS/FAO indicano di ricostituire la polvere con acqua a temperatura non inferiore a 70 °C, per ridurre il rischio legato a batteri come Cronobacter che possono essere presenti nella polvere stessa, e di consumare il latte preparato senza conservarlo a lungo. Le indicazioni pratiche sul tipo di acqua e di latte vanno sempre concordate con il pediatra. Se in casa si usa un pozzo, o la zona è nota per nitrati elevati, un'analisi dell'acqua per bambini e neonati aiuta a decidere con dati concreti.
Gravidanza, piombo e impianti datati
In gravidanza non esistono limiti di legge diversi: valgono gli stessi valori di parametro per tutti. Il piombo merita attenzione negli edifici con impianti molto vecchi. Il limite attuale è 10 µg/L e scenderà a 5 µg/L entro il 12 gennaio 2036. L'ISS suggerisce, dopo una sosta notturna o un periodo di inutilizzo, di far scorrere l'acqua per qualche minuto prima di berla o usarla in cucina, recuperandola per altri usi, e di far verificare l'impianto quando è molto datato. Per bere e cucinare è preferibile usare l'acqua fredda, non quella calda del rubinetto.
Dal 12 gennaio 2026 si applica anche il valore di parametro per la somma dei PFAS. Per sapere se l'acqua della propria rete li rispetta, il primo riferimento resta il gestore; per l'acqua al proprio rubinetto serve un'analisi dell'acqua del rubinetto.
Anziani e persone fragili: Legionella e idratazione
Negli anziani il problema più comune è bere poco, perché il senso di sete si riduce con l'età. Per le persone immunodepresse e per chi vive in strutture assistenziali il rischio principale è la Legionella, che si sviluppa negli impianti di acqua calda poco usati o mal mantenuti e si contrae di norma inalando goccioline d'acqua (aerosol), per esempio sotto la doccia, e non bevendo. Il D.Lgs. 18/2023 prevede la valutazione del rischio negli impianti interni degli edifici prioritari, come ospedali e case di riposo, con le linee guida ISS (Rapporto ISTISAN 22/32). Approfondimenti su analisi Legionella e sulle analisi per RSA.
Chi ha patologie specifiche, terapie immunosoppressive o diete prescritte deve chiedere al proprio medico se servono precauzioni aggiuntive.
Sodio, durezza e altri falsi miti
Il sodio nell'acqua di rete ha un valore indicatore di 200 mg/L; nelle acque minerali la dicitura per le diete povere di sodio è riservata a quelle con meno di 20 mg/L. Per chi segue una dieta iposodica il dato si trova nel referto del gestore o in etichetta, ma la quota principale di sodio viene dal cibo. La durezza, dovuta a calcio e magnesio, non ha un limite sanitario: l'OMS non ha fissato un valore guida e i suoi effetti principali sono il calcare e il sapore. Si può stimare con il calcolatore della durezza.
Le promesse di acque 'alcalinizzanti' o 'depurative' non hanno riconoscimento nelle fonti istituzionali: il pH del sangue è regolato dall'organismo, non dall'acqua che si beve.
Quando fare un'analisi e a chi rivolgersi
Un'analisi è utile soprattutto con un pozzo privato, che nessun gestore controlla, in edifici con tubazioni datate, dopo lavori sull'impianto, con sapore, odore o colore insoliti, o quando in casa ci sono un neonato o una persona fragile. Per i pozzi in aree agricole si può consultare l'atlante dei nitrati e valutare un'analisi dell'acqua di pozzo; per leggere i risultati è utile un esempio di referto.
Per problemi sulla rete pubblica il riferimento è il gestore o il comune; per dubbi sanitari, l'ASL. Per qualsiasi decisione sulla salute di un bambino, di una donna in gravidanza o di un malato, l'ultima parola spetta al pediatra o al medico.