Cos'è
Il radon (Rn-222) è un gas nobile, incolore, inodore e radioattivo. Decade con tempo di dimezzamento di 3,82 giorni emettendo particelle alfa e generando una catena di prodotti figli a vita breve (polonio-218, piombo-214, bismuto-214, polonio-214) che si depositano sui tessuti respiratori.
È classificato cancerogeno certo per l'uomo (IARC, Gruppo 1) dalla monografia IARC vol. 78 (2001) e successivi aggiornamenti. L'OMS riconosce il radon come seconda causa di tumore polmonare nel mondo dopo il fumo di tabacco.
Da dove viene
Il radon è prodotto dal decadimento dell'uranio-238 e del radio-226 presenti naturalmente in rocce e suoli. Si concentra particolarmente in:
- Rocce vulcaniche, tufi, lave, pozzolane (alto contenuto di uranio).
- Graniti e gneiss (Trentino, Sardegna, Alpi).
- Terreni a permeabilità elevata che facilitano la migrazione del gas.
Nelle acque sotterranee il radon si accumula per dissoluzione lungo il percorso in falda. Quando l'acqua viene erogata e movimentata (rubinetto, doccia, lavastoviglie), il radon si libera in aria, contribuendo alla concentrazione indoor. Le acque di acquedotto pubblico raramente presentano valori critici grazie ai trattamenti e ai tempi di stoccaggio; il problema riguarda principalmente i pozzi privatie le piccole reti autonome.
Limiti normativi
Il D.Lgs 101/2020 (recepimento Direttiva Euratom 2013/51) all'art. 5 e Allegato II indica per il radon nell'acqua destinata al consumo umano un valore di parametro di 100 Bq/L; sopra tale soglia gli Enti competenti valutano misure di mitigazione, mentre oltre 1.000 Bq/L sono richieste misure correttive obbligatorie.
L'OMS, nelle Guidelines for Drinking-water Quality (4ª ed.), suggerisce un valore guida di riferimento di 100 Bq/L. Negli Stati Uniti l'EPA ha proposto un Maximum Contaminant Level di 300 pCi/L (≈ 11 Bq/L), più cautelativo. Il D.Lgs 18/2023 sull'acqua potabile rimanda al D.Lgs 101/2020 per i parametri radiologici.
Effetti sulla salute
L'esposizione al radon comporta principalmente rischio di tumore polmonare per inalazione dei prodotti di decadimento alfa-emettitori, che danneggiano l'epitelio bronchiale. Per il radon disciolto in acqua il rischio si articola su due vie:
- Inalazione indoor: il gas si libera durante l'uso domestico (doccia, cucina) e si somma alle concentrazioni indoor da suolo. Per ogni 100 Bq/L nell'acqua si stima un incremento di circa 10 Bq/m³ nell'aria interna.
- Ingestione: rischio di tumore allo stomaco, considerato minore ma non trascurabile (ISS, Rapporti ISTISAN).
L'ISS stima che in Italia il radon sia responsabile di una quota rilevante dei casi annui di tumore polmonare, con effetto sinergico molto amplificato dal fumo di sigaretta.
Zone a rischio in Italia
Le zone italiane con maggiore probabilità di radon elevato in acqua e in aria sono:
- Lazio settentrionale (Tuscia): provincia di Viterbo, sistemi vulcanici Vulsino e Cimino, area dei laghi di Bolsena e Vico.
- Lombardia: province di Brescia, Bergamo, Sondrio, alcune valli alpine e prealpine.
- Trentino-Alto Adige: aree granitiche e gneissiche.
- Sardegna: Ogliastra, Sarcidano, complesso granitico del Limbara e Gallura.
- Toscana meridionale: Monte Amiata e zona vulcanica della Tolfa.
- Campania: alcune aree dei Campi Flegrei e del Vesuvio.
Le Regioni e ARPA hanno redatto mappe del potenziale radon (in linea con il Piano Nazionale Radon previsto dal D.Lgs 101/2020). In queste zone è prudente analizzare i pozzi privati almeno una volta.
Come si analizza
L'analisi del radon disciolto richiede metodi specifici per evitare la perdita del gas durante il prelievo:
- Scintillazione liquida (LSC): metodo di riferimento, l'acqua è campionata in flaconi a tenuta e analizzata in cocktail scintillante.
- Spettrometria gamma: rileva i prodotti di decadimento (Pb-214, Bi-214) dopo equilibrio in contenitore sigillato.
- Emanometria a celle di Lucas: storicamente diffusa, oggi meno usata.
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Come si rimuove
I trattamenti efficaci per ridurre il radon nell'acqua sono:
- Aerazione (degassing): spruzzaggio o gorgogliamento dell'acqua in colonna ventilata; rimuove tipicamente il 95-99% del radon. È il metodo più efficiente ma richiede ventilazione esterna del gas espulso.
- Filtrazione su carbone attivo granulare (GAC): il radon viene adsorbito; richiede gestione del filtro come rifiuto a basso livello di radioattività e schermatura per i prodotti di decadimento accumulati.
- Osmosi inversa: efficacia parziale (50-80%), generalmente sufficiente per uso potabile diretto ma non per portate elevate.
La scelta del trattamento dipende dalla concentrazione iniziale e dalla portata richiesta. Per pozzi domestici con valori sopra 1.000 Bq/L l'aerazione è generalmente la soluzione più indicata.
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Domande frequenti
Devo per forza analizzare il radon nella mia acqua?
No. L'analisi del radon è raccomandata solo se il pozzo o la sorgente si trova in una zona a potenziale radon elevato (Lazio Tuscia, Trentino, Sardegna Ogliastra, alcune aree alpine e vulcaniche). Per acqua di acquedotto pubblico in zone non vulcaniche il rischio è basso.
Qual è il limite di legge per il radon nell'acqua potabile?
Il D.Lgs 101/2020, in recepimento della Direttiva Euratom 2013/51, fissa un valore di parametro di 100 Bq/L; oltre 1.000 Bq/L sono obbligatorie misure correttive. L'OMS suggerisce 100 Bq/L come riferimento.
Il radon nell'acqua causa il tumore polmonare?
Sì, indirettamente. Il rischio principale è l'inalazione del gas e dei suoi prodotti di decadimento liberati durante l'uso domestico (doccia, cucina). L'IARC classifica il radon come cancerogeno di Gruppo 1.
Come si preleva un campione corretto?
Il flacone va riempito completamente, senza bolle d'aria, sigillato subito e conservato a temperatura controllata. Il radon è volatile e si disperde rapidamente: prelievi mal eseguiti sottostimano la concentrazione reale.
L'osmosi inversa toglie il radon?
Solo parzialmente (50-80%). Per concentrazioni elevate il trattamento più efficace è l'aerazione, che rimuove il 95-99% del radon, oppure il GAC (con gestione del filtro come rifiuto radioattivo).
Quanto tempo serve per il referto?
Tipicamente 7-10 giorni lavorativi dalla ricezione del campione. La scintillazione liquida richiede un tempo di conteggio di alcune ore per garantire il limite di rilevabilità adeguato.
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Contenuto a cura del Team Tecnico 123Acqua — chimici e biologi iscritti agli Albi professionali. Le informazioni hanno scopo divulgativo: per valutazioni di conformità fa fede il rapporto di prova di un laboratorio accreditato ISO 17025. Non tutte le analisi qui descritte sono necessarie per ogni utenza: contattaci per capire se sono pertinenti al tuo caso specifico.