Cos'è
Il cadmio è un metallo pesante bianco-argenteo, molle e malleabile, che in natura accompagna quasi sempre i minerali di zinco: la sua produzione industriale è in gran parte un sottoprodotto della metallurgia dello zinco. Nelle acque si trova soprattutto come ione Cd²⁺ in soluzione. È un tossico cumulativo: una volta assorbito si accumula soprattutto nel rene, con un'emivita biologica molto lunga (decenni), per cui anche esposizioni basse ma prolungate sono rilevanti.
Da dove viene
Nell'acqua del rubinetto il cadmio è quasi sempre di origine antropica. Le sorgenti principali sono:
- Saldature e leghe degli impianti: zincature, alcuni ottoni e raccordi possono contenere cadmio come impurezza e rilasciarlo nell'acqua.
- Tubazioni e raccordi zincati datati, in cui il cadmio accompagna lo zinco del rivestimento.
- Origine industriale: produzione di batterie nichel-cadmio (Ni-Cd), pigmenti, processi di galvanica e trattamenti superficiali.
- Fertilizzanti fosfatici, che contengono cadmio come contaminante e possono interessare le acque agricole e i pozzi.
- Origine naturale, minore, dal dilavamento di rocce e minerali contenenti zinco.
Come per gli altri metalli da impianto, l'acqua immessa in rete dal gestore è in genere conforme: la contaminazione si genera spesso nell'ultimo tratto, dentro l'edificio, soprattutto con materiali datati e acque aggressive.
Limiti di legge
Limite di legge
5,0 µg/L
D.Lgs 18/2023 — valore massimo ammesso per il cadmio nell'acqua destinata al consumo umano.
Il D.Lgs 18/2023 (recepimento della Direttiva UE 2020/2184), Allegato I Parte B, fissa per il cadmio il valore di parametro di 5,0 µg/L.
- Valore di legge italiano ed europeo: 5,0 µg/L.
- Le linee guida OMS indicano un valore guida di 3 µg/L, basato sulla tossicità renale.
Trattandosi di un tossico cumulativo, il rispetto del limite va verificato su un campione rappresentativo dell'acqua effettivamente consumata, includendo l'eventuale rilascio dai materiali dell'impianto.
Effetti sulla salute
Il cadmio è uno dei metalli pesanti più tossici. Gli effetti documentati da esposizione cronica per ingestione sono:
- Nefrotossicità: danno al tubulo renale per accumulo progressivo nel rene, principale organo bersaglio.
- Demineralizzazione ossea: fragilità e dolori ossei, all'origine della storica malattia itai-itai descritta in Giappone in aree contaminate.
- Accumulo nell'organismo: emivita biologica molto lunga, per cui anche basse dosi protratte nel tempo possono diventare rilevanti.
La IARC classifica il cadmio e i suoi composti come cancerogeni di Gruppo 1, sulla base dell'evidenza per via inalatoria (esposizione professionale e fumo di tabacco). Per la popolazione generale non fumatrice, alimenti e acqua sono le vie di esposizione principali, motivo per cui il controllo del cadmio nell'acqua potabile è prioritario.
Zone a rischio in Italia
Il rischio cadmio è in parte territoriale e in parte legato all'impianto. Categorie e contesti più esposti:
- Aree industriali storiche: poli metallurgici, galvaniche, produzione di batterie e pigmenti, con possibile contaminazione di falde e pozzi.
- Edifici con tubazioni e raccordi zincati datati, che possono rilasciare cadmio come impurezza dello zinco.
- Acque aggressive (tenere e acide, a basso pH e bassa durezza), che favoriscono la dissoluzione del cadmio dai materiali.
- Pozzi in aree agricole con uso intensivo di fertilizzanti fosfatici.
Per i pozzi privati e gli impianti datati la verifica analitica è l'unico modo per escludere il superamento del limite.
Come si analizza
Nel laboratorio qualificato 123Acqua il cadmio è determinato in GFAAS (assorbimento atomico con fornetto di grafite) o in ICP-MS, con LOQ adeguato al limite di legge di 5 µg/L e incertezza estesa dichiarata sul rapporto di prova. I metodi impiegati sono validati e conformi alle relative norme tecniche.
Il campione va raccolto in contenitore idoneo e acidificato con HNO₃ a pH < 2 per stabilizzare il metallo in soluzione ed evitarne l'adsorbimento sulle pareti del contenitore. Per valutare il rilascio dai materiali dell'impianto domestico è utile un prelievo rappresentativo dell'acqua effettivamente consumata.
Come si rimuove
Le opzioni in ordine di efficacia e correttezza:
- Sostituzione di tubazioni e raccordi che rilasciano cadmio (zincature e leghe datate): soluzione definitiva quando l'origine è l'impianto.
- Osmosi inversa point-of-use: trattiene efficacemente il cadmio se correttamente dimensionata e manutenuta.
- Scambio ionico: resine cationiche selettive in grado di rimuovere il cadmio dall'acqua.
- Correzione dell'aggressività dell'acqua (controllo pH e durezza): riduce la dissoluzione del cadmio dai materiali, di competenza del gestore o del tecnico dell'impianto.
Come fare l'analisi con 123Acqua
Se vivi in un'area industriale, hai un pozzo o un impianto con tubazioni zincate datate, ti consigliamo:
- Analisi acqua di rubinetto con set metalli pesanti (cadmio incluso).
- Analisi acqua di pozzo per chi si approvvigiona da falda in aree agricole o industriali.
- Pacchetto condominio per amministratori, con più punti di prelievo.
Domande frequenti
Qual è il limite di cadmio nell’acqua potabile?
Il D.Lgs 18/2023 fissa il valore massimo per il cadmio nell’acqua destinata al consumo umano a 5,0 µg/L. Le linee guida OMS indicano un valore guida più cautelativo di 3 µg/L.
Da dove arriva il cadmio nell’acqua del rubinetto?
Spesso dall’impianto domestico: saldature, leghe, tubazioni e raccordi zincati datati che rilasciano cadmio come impurezza dello zinco. Altre fonti sono industriali (batterie Ni-Cd, pigmenti, galvanica) e i fertilizzanti fosfatici per i pozzi agricoli.
Perché il cadmio è pericoloso per la salute?
È nefrotossico: si accumula nel rene danneggiando il tubulo renale, con un’emivita biologica molto lunga. Può causare demineralizzazione ossea (la storica malattia itai-itai) ed è classificato cancerogeno IARC Gruppo 1 per via inalatoria.
Le acque aggressive aumentano il rilascio di cadmio?
Sì. Le acque tenere e acide (basso pH e bassa durezza) sono più aggressive e dissolvono più facilmente il cadmio da zincature, leghe e raccordi datati dell’impianto.
Come si rimuove il cadmio dall’acqua?
I trattamenti più efficaci sono l’osmosi inversa e lo scambio ionico. Se la fonte è l’impianto, la soluzione definitiva è la sostituzione delle tubazioni e dei raccordi che rilasciano cadmio.
Posso analizzare solo il cadmio o conviene un pacchetto completo?
È possibile analizzare il solo cadmio, ma di solito è più conveniente un set metalli pesanti completo (Cd, Pb, As, Cr, Ni, Hg) per una valutazione complessiva della qualità dell’acqua.
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Contenuto a cura del Team Tecnico 123Acqua — chimici e biologi iscritti agli Albi professionali. Le informazioni hanno scopo divulgativo: per valutazioni di conformità fa fede il rapporto di prova di un laboratorio qualificato.