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Strumento gratuito · pozzi privati e aziendali

Calcolatore clorazione shock pozzo

Calcola la dose esatta di ipoclorito di sodio o calcio per disinfettare il tuo pozzo, con procedura passo passo e verifica analitica accreditata secondo il D.Lgs. 18/2023.

Dati del pozzo e prodotto

Range raccomandato 50-200 mg/L. Default 100 mg/L (linee guida ISS).

Volume colonna acqua

36.191 L

π × (60 cm)² × 32,0 m

Cloro attivo richiesto

3619 g

a 100 mg/L bersaglio

Quantità prodotto

20.628 mL

20,63 L · 24.959 g

Tempo di contatto raccomandato

Mantenere il cloro a contatto con l'acqua e le pareti del pozzo per 12-24 ore, preferibilmente di notte. Per contaminazioni gravi prolungare fino a 24 ore.

  1. Diluire il prodotto clorante in 20-30 L di acqua pulita prima dell'introduzione nel pozzo.
  2. Versare lentamente la soluzione dalla bocca del pozzo, distribuendola sulle pareti (lavaggio interno della tubazione e del rivestimento).
  3. Avviare la pompa e fare ricircolo per 15-30 minuti, poi aprire ogni rubinetto domestico fino a percepire l'odore di cloro: lasciare in posa.
  4. Lasciare a contatto 12-24 ore senza utilizzare l'acqua.
  5. Scaricare l'acqua clorata lontano da fognature biologiche, fosse settiche, corsi d'acqua, orti e aree con vegetazione: meglio cisterna di neutralizzazione o suolo ghiaioso non coltivato.
  6. Verificare con kit DPD che il cloro residuo sia ≤ 0,5 mg/L a tutti i rubinetti prima di riutilizzare l'acqua.
  7. Eseguire analisi microbiologica accreditata (E. coli, enterococchi, carica batterica 22 °C e 37 °C) dopo 7 giorni dalla disinfezione.

Disclaimer importante

123Acqua è un laboratorio di analisi accreditato ISO/IEC 17025: non installa impianti né esegue interventi di clorazione. Forniamo strumenti gratuiti di calcolo e analisi accreditate di verifica. La clorazione shock va eseguita da personale tecnico qualificato, in particolare per pozzi pubblici o serventi attività alimentari.

Quando serve la clorazione shock

La clorazione shock (o iperclorazione) è una disinfezione chimica intensiva del pozzo e dell'intero impianto idrico. Si esegue quando si sospetta o si è già confermata una contaminazione microbiologica, oppure come misura precauzionale dopo eventi che espongono l'acquifero a inquinamento.

  • Contaminazione microbiologica: presenza di Escherichia coli, enterococchi intestinali, coliformi totali sopra i limiti del D.Lgs. 18/2023 (parametro 0 UFC/100 mL per E. coli ed enterococchi).
  • Post-lavori: nuova trivellazione, sostituzione pompa, intervento sulla tubazione, sostituzione del serbatoio di accumulo.
  • Post-alluvione o infiltrazioni: pioggia eccezionale, rottura della soletta di protezione, allagamento del locale tecnico.
  • Pozzo non utilizzato per mesi: seconde case, attività stagionali, riapertura dopo lungo fermo.
  • Cattivo odore o sapore persistente, soprattutto se associato a torbidità o presenza di biofilm nelle tubazioni.

Sicurezza e DPI

L'ipoclorito di sodio e di calcio sono prodotti corrosivi e fortemente ossidanti. Operare sempre all'aperto o in locali ben ventilati, mai in spazi confinati senza monitoraggio dell'atmosfera.

  • DPI obbligatori: occhiali a tenuta o visiera, guanti in nitrile o neoprene resistenti agli ossidanti, maschera FFP2 (FFP3 in caso di nebulizzazione), tuta da lavoro, stivali in gomma.
  • Avere a disposizione acqua corrente per il lavaggio immediato in caso di contatto con pelle o occhi (almeno 15 minuti di risciacquo).
  • Conservare il prodotto in contenitori originali, in luogo fresco e ventilato, lontano da fonti di calore, acidi e sostanze infiammabili.
  • Per pozzi profondi o cisterne interrate, vige la disciplina degli spazi confinati (D.P.R. 177/2011): ingresso solo da personale formato con imbragatura, treppiede e rilevatore multigas.
  • Verificare la scheda di sicurezza (SDS) del prodotto e l'etichetta UNI EN 901 per ipoclorito destinato ad acqua potabile.

Procedura dettagliata con tempi

  1. T0 — Calcolo e preparazione (30-60 min): misurare diametro, profondità totale e livello statico del pozzo. Usare il calcolatore qui sopra per determinare la quantità di prodotto necessaria a raggiungere 100 mg/L di cloro libero in tutta la colonna d'acqua.
  2. T0+1h — Diluizione: in un secchio dedicato (mai contenitori metallici), diluire il prodotto in 20-30 litri di acqua pulita. Aggiungere lentamente il clorante all'acqua, mai il contrario.
  3. T0+1h30 — Introduzione: versare lentamente la soluzione lungo le pareti del pozzo, in modo da bagnare anche il rivestimento e i tratti sopra il livello statico.
  4. T0+2h — Ricircolo: avviare la pompa e far girare l'acqua per 15-30 minuti. Aprire poi tutti i rubinetti dell'impianto (acqua fredda e calda, docce, sciacquoni, irrigazione) finché si percepisce odore netto di cloro a ogni punto, poi chiudere e lasciare il sistema in carico.
  5. T0+2h30 — Posa: tempo di contatto 12-24 ore senza alcun utilizzo. Affiggere cartelli "Acqua non potabile - disinfezione in corso" su ogni rubinetto.
  6. T+24h — Scarico: aprire i rubinetti e svuotare il sistema in area idonea (cisterna di neutralizzazione, suolo ghiaioso lontano da pozzi e corsi d'acqua). Continuare finché il cloro libero misurato con kit DPD scende sotto 0,5 mg/L.
  7. T+7 giorni — Verifica analitica: prelievo certificato e analisi microbiologica accreditata (E. coli, enterococchi, coliformi totali, carica batterica 22 °C e 37 °C). Solo un esito conforme certifica l'efficacia della disinfezione.

Cosa NON fare mai

  • Non mescolare ipoclorito con acidi (anticalcare, acido muriatico, ammoniaca, detergenti acidi): si sviluppa cloro gassoso tossico e potenzialmente letale.
  • Non superare 200 mg/L di cloro libero senza giustificato motivo: dosi più alte non aumentano l'efficacia ma rendono difficile lo scarico e danneggiano guarnizioni, pompe e tubazioni in metallo.
  • Non utilizzare candeggine profumate, dense, "active" o per lavatrice: contengono tensioattivi e additivi non idonei al contatto con acqua potabile.
  • Non scaricare l'acqua iperclorata in fosse settiche, fitodepurazione, orti, stagni o corsi d'acqua: il cloro distrugge la biomassa batterica utile e la fauna acquatica.
  • Non riutilizzare l'acqua finché il cloro residuo è sopra 0,5 mg/L: rischio di irritazione e gusto/odore non accettabili.
  • Non considerare la disinfezione "riuscita" senza analisi microbiologica accreditata: l'olfatto e il colore non sono indicatori validi.

Verifica con analisi accreditata D.Lgs. 18/2023

Il D.Lgs. 18/2023 (recepimento Direttiva UE 2020/2184) stabilisce i parametri microbiologici per le acque destinate al consumo umano: E. coli ed enterococchi intestinali devono essere assenti in 100 mL. Per i pozzi privati che servono attività alimentari, ricettive o ad uso pubblico, l'analisi accreditata è l'unico documento valido per dimostrare la conformità all'ASL e in caso di controlli.

Le Linee Guida ISS sulla gestione dei piccoli impianti raccomandano, dopo una clorazione shock, un piano di campionamento di almeno 2 prelievi a distanza di 7-15 giorni per confermare la stabilità del risultato. Il prelievo deve seguire la norma UNI EN ISO 19458 (modalità di campionamento per analisi microbiologiche).

Confronto prodotti cloranti

ProdottoCloro attivoFormaStabilitàNote
Ipoclorito di sodio 5%~5%LiquidoBassa (3-6 mesi)Candeggina non profumata; ampia disponibilità
Ipoclorito di sodio 14,5%~14,5%LiquidoMedia (3 mesi)Standard professionale UNI EN 901
Ipoclorito di sodio 18%~18%LiquidoMedia (2-3 mesi)Più concentrato, attenzione alla manipolazione
Ipoclorito di calcio 65%~65%Solido (granuli/pastiglie)Alta (1-2 anni)Ideale per stoccaggio prolungato; può lasciare residuo calcareo

Domande frequenti

Quando serve una clorazione shock del pozzo?
Quando un'analisi rileva contaminazione microbiologica (E. coli, enterococchi, coliformi), dopo lavori sull'impianto o sostituzione pompa, dopo alluvioni o infiltrazioni, o se il pozzo è rimasto inutilizzato per mesi.
Posso usare la candeggina di casa?
Sì, ma solo candeggina pura senza profumi né tensioattivi. La concentrazione tipica è 5%: serve molto più prodotto rispetto all'ipoclorito industriale 14,5%. Verifica sempre l'etichetta UNI EN 901 (uso potabile) per evitare additivi non idonei.
Quanto cloro residuo deve esserci prima di riutilizzare l'acqua?
Dopo lo scarico finale, il cloro libero residuo ai rubinetti deve essere ≤ 0,5 mg/L. Valori superiori indicano scarico incompleto: continuare a far scorrere l'acqua e riverificare con kit DPD.
L'analisi microbiologica dopo la clorazione è obbligatoria?
Sì, è l'unico modo per confermare l'efficacia. Va eseguita da laboratorio accreditato ISO/IEC 17025 dopo almeno 7 giorni dalla disinfezione, con prelievo certificato. Senza verifica analitica la disinfezione non ha valore documentale.
Posso scaricare l'acqua clorata in fognatura o nel terreno?
L'acqua iperclorata danneggia fosse settiche, fitodepurazione, orti e corpi idrici. Va scaricata in cisterna di raccolta per neutralizzazione (con tiosolfato di sodio o esposizione UV) oppure in suolo ghiaioso non coltivato lontano da pozzi e corsi d'acqua.

Verifica l'efficacia con analisi accreditate

Solo un'analisi di laboratorio ISO/IEC 17025 conferma che la clorazione ha funzionato e che l'acqua è di nuovo conforme al D.Lgs. 18/2023.