Cos'è la Legionella e perché si misura il rischio
La Legionella è un batterio Gram-negativo che vive naturalmente negli ambienti acquatici, dolci e termali. Diventa pericolosa quando colonizza gli impianti idrici artificiali, moltiplicandosi nelle reti di acqua calda sanitaria, nei serbatoi, nei ricircoli e nei punti d'uso poco utilizzati. La trasmissione avviene per inalazione di aerosol contaminati: docce, miscelatori, vasche idromassaggio, umidificatori, torri evaporative, fontane decorative. Non si trasmette per ingestione né da persona a persona. La forma più grave di malattia, la legionellosi o malattia del legionario, è una polmonite atipica con letalità che varia tra il 5% e il 15% nei soggetti immunocompetenti, e supera il 40% nelle popolazioni vulnerabili come anziani in RSA, pazienti oncologici, immunodepressi o trapiantati.
Le Linee Guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi, approvate il 7 maggio 2015 in Conferenza Stato-Regioni, sono il riferimento tecnico nazionale. Insieme al D.Lgs. 81/2008 (art. 28, valutazione di tutti i rischi inclusi quelli biologici) e alla norma UNI EN ISO 11731:2017 (metodo di campionamento e quantificazione), definiscono l'obbligo per gestori di strutture ricettive, socio-sanitarie, sportive, termali e per i datori di lavoro di redigere un Documento di Valutazione del Rischio Legionella e applicare misure di prevenzione, sorveglianza e bonifica.
Le quattro fasce di rischio interpretate
Lo strumento aggrega dieci variabili in un punteggio 0-100. La logica di aggregazione è coerente con l'approccio matriciale delle Linee Guida 2015, che incrocia probabilità di colonizzazione (caratteristiche dell'impianto) e gravità del danno (fragilità dell'utenza, presenza di dispositivi aerosolizzanti).
- Basso (0-24): impianti recenti, gestiti correttamente, senza utenza vulnerabile. Sufficiente un controllo annuale dei parametri base e un campionamento Legionella di verifica.
- Medio (25-49): condominio o piccola struttura ricettiva con qualche criticità (rami morti, manutenzione non aggiornata, T accumulo borderline). Necessario un piano di monitoraggio formalizzato.
- Alto (50-74): hotel, palestre, centri benessere, strutture con impianti datati o ricircolo non sempre garantito. Servono shock termici/chimici annuali e campionamenti semestrali.
- Molto alto (75-100): RSA, reparti ospedalieri, hotel con idromassaggio, impianti vetusti. Monitoraggio trimestrale, registro autocontrollo rigoroso, comunicazione preventiva con ASL.
Soglie UFC/L: come leggere un referto Legionella
Il referto di laboratorio esprime la concentrazione in unità formanti colonie per litro (UFC/L). Le Linee Guida 2015 stabiliscono quattro soglie operative valide per acqua calda sanitaria di strutture ricettive e socio-sanitarie.
| Concentrazione | Significato | Azione |
|---|---|---|
| < 100 UFC/L | Situazione sicura | Mantenere monitoraggio ordinario |
| 100 - 1.000 UFC/L | Colonizzazione iniziale | Indagare cause, ripetere campionamento, intensificare flussaggi |
| 1.000 - 10.000 UFC/L | Bonifica necessaria | Shock termico o chimico, riverifica entro 48-72 ore |
| > 10.000 UFC/L | Rischio acuto | Sospensione utilizzo, bonifica immediata, comunicazione ASL |
Nelle strutture sanitarie con reparti ad alto rischio (oncoematologia, terapia intensiva, neonatologia) le soglie sono più severe e l'obiettivo è l'assenza di Legionella nei punti critici. Anche il sierogruppo conta: L. pneumophila sierogruppo 1 è responsabile della maggioranza dei casi clinici e va trattato con priorità rispetto ai sierogruppi non-1 o ad altre specie ambientali.
Procedure di bonifica: shock termico e chimico
Quando il monitoraggio supera la soglia di 1.000 UFC/L è necessario procedere con la bonifica. Le Linee Guida 2015 prevedono due approcci principali, da scegliere in funzione del tipo di impianto, dei materiali (rame, acciaio inox, multistrato), della presenza di utenti e della disponibilità di personale qualificato.
Shock termico
Innalzamento della temperatura dell'acqua sanitaria a 70-80 °C in tutti i punti terminali per almeno 30 minuti consecutivi. Richiede l'erogazione controllata da ogni rubinetto e doccia, con personale dedicato e segnaletica per evitare ustioni. Efficace, economico, ma stressante per giunzioni in plastica e guarnizioni invecchiate. Va ripetuto in caso di ricontaminazione.
Shock chimico
Iperclorazione con ipoclorito di sodio (20-50 mg/L di cloro libero per 1-2 ore) o trattamento in continuo con biossido di cloro (0,2-0,4 mg/L), monoclorammina (1,5-3 mg/L) o perossido di idrogeno con ioni argento. Dopo lo shock va eseguito risciacquo fino al rientro entro i limiti di potabilità del cloro residuo. Il biossido di cloro è oggi il trattamento più usato per la sua efficacia su biofilm e amebe protozoarie ospiti della Legionella.
Frequenza di monitoraggio per fascia di rischio
| Fascia | Campionamento Legionella | Controllo temperature | Shock preventivo |
|---|---|---|---|
| Basso | Annuale | Mensile | Non necessario |
| Medio | Annuale + verifica | Quindicinale | Solo se positività |
| Alto | Semestrale | Settimanale | Annuale |
| Molto alto | Trimestrale | Settimanale + log | Semestrale |
I prelievi vanno effettuati seguendo la UNI EN ISO 11731:2017: almeno un litro di campione, in flaconi sterili contenenti tiosolfato di sodio per neutralizzare il cloro residuo, refrigerati e analizzati entro 48 ore. È utile distinguere il campione "post-flussaggio" (rete) dal "pre-flussaggio" (terminale e biofilm) per individuare il punto di colonizzazione.
Errori comuni che alzano il rischio
- Temperatura accumulo a 45-55 °C per risparmio energetico: è l'intervallo di massima proliferazione. La normativa richiede 60 °C e l'eventuale miscelazione termostatica va fatta a valle, vicino al punto d'uso.
- Rami morti in rete idraulica: tubazioni dismesse non rimosse fisicamente, bypass mai utilizzati, terminali non più in servizio. Sono serbatoi di biofilm. Vanno tagliati a monte, non semplicemente intercettati.
- Camere d'albergo chiuse a lungo: dopo 7 giorni di stasi serve flussaggio di almeno 5 minuti su tutti i terminali prima del rientro dell'ospite.
- Mancanza di registro di autocontrollo: senza tracciabilità di temperature, manutenzioni e analisi, la difesa in sede ispettiva o giudiziaria è inesistente.
- Soffioni doccia incrostati: il calcare e il biofilm sui rompigetto trattengono Legionella. Vanno smontati e disincrostati ogni 3 mesi.
- Coibentazione assente sul ricircolo: dispersioni di calore portano la temperatura sotto 50 °C, condizione fuori norma e pro-Legionella.