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Stima la portata specifica, la conducibilità idraulica K con il metodo di Hvorslev e valuta quanta acqua puoi prelevare dal tuo pozzo senza sovrasfruttarlo. Inserisci i dati della prova di pompaggio o dello slug test: il risultato è una stima indicativa, utile per capire se serve l’intervento di un tecnico.
Pozzo produttivo
Portata adeguata per uso domestico, irriguo e zootecnico di piccola-media scala.
Abbassamento (s)
6.00 m
Portata specifica (Qs)
10.00 L/min/m
Portata sostenibile (70%)
42.0 L/min
Margine di sicurezza per evitare sovrasfruttamento e usura della pompa.
Volume estratto
7200 L
Pari a 7.20 mc nella prova.
Conoscere la portata reale di un pozzo significa sapere quanta acqua può essere estratta nel tempo senza compromettere la falda e senza danneggiare l'opera di captazione. La portata massima dichiarata dal costruttore o stimata dal perforatore è quasi sempre un valore istantaneo, misurato alla messa in esercizio: dopo mesi o anni di prelievo le condizioni cambiano, la falda si abbassa stagionalmente, l'incrostazione del filtro riduce la trasmissività e i pozzi vicini possono creare interferenza idraulica. Per questo è utile ripetere la prova di portata periodicamente e ogni volta che si osservano variazioni anomale di livello, di pressione o di consumo elettrico della pompa.
La prova a portata costante è il test più semplice e diffuso: si aziona la pompa con una portata fissa Q, espressa in litri al minuto o in metri cubi all'ora, e si misura l'abbassamento del livello dinamico rispetto al livello statico iniziale. La differenza tra livello statico (la quota della falda a riposo) e livello dinamico (la quota raggiunta durante il pompaggio in regime stazionario) si chiama abbassamento o drawdown, indicato con la lettera s. Dividendo Q per s si ottiene la portata specifica Qs = Q/s, espressa in litri al minuto per metro di abbassamento. La portata specifica è il parametro sintetico più utile per confrontare pozzi diversi e per stimare la produttività. Le soglie usate dal calcolatore sono indicative: valori alti indicano un pozzo produttivo, valori molto bassi un acquifero poco permeabile oppure un filtro intasato che richiede manutenzione. Il confronto più utile è con le prove precedenti dello stesso pozzo: un calo della portata specifica nel tempo è un segnale da non ignorare.
Lo slug test è una prova alternativa, particolarmente utile nei pozzi piezometrici e nei piccoli pozzi domestici dove non è possibile installare una pompa dedicata. Consiste nell'introdurre o nell'estrarre rapidamente un volume noto di acqua o un cilindro solido, generando un'alterazione istantanea del livello, e nel misurare il tempo di ritorno alle condizioni iniziali. L'analisi dei dati con il metodo di Hvorslev (1951) consente di stimare la conducibilità idraulica K dell'acquifero, un parametro fondamentale che descrive la facilità con cui l'acqua si muove nel terreno saturo. La formula semplificata utilizzata dal calcolatore restituisce K in metri al giorno: valori superiori a 10 m/giorno indicano sabbie pulite o ghiaie, valori tra 1 e 10 m/giorno sono tipici di sabbie limose, mentre valori inferiori a 0,1 m/giorno corrispondono a limi e argille con scarsa produttività.
Una buona pratica idrogeologica consiste nel non superare il 70% della portata massima misurata in prova: questo margine di sicurezza tutela il pozzo da fenomeni di cavitazione della pompa, intrusione di sabbia, ossidazione accelerata del filtro e soprattutto sovrasfruttamento della falda. Il sovrasfruttamento è una delle principali cause di subsidenza del suolo nelle pianure italiane, di intrusione salina nelle aree costiere e di esaurimento delle sorgenti minori. Quando più pozzi insistono sullo stesso acquifero, gli abbassamenti si sommano (principio di sovrapposizione) e la portata sostenibile complessiva può essere molto inferiore alla somma delle portate individuali. Per questo la Direttiva Quadro Acque 2000/60/CE impone agli Stati membri di mantenere il buono stato quantitativo dei corpi idrici sotterranei e di programmare misure di tutela quando il bilancio prelievi/ricarica diventa negativo.
In Italia tutte le acque sotterranee sono pubbliche ai sensi del Regio Decreto 11 dicembre 1933 n. 1775 (Testo Unico sulle acque) e del successivo D.Lgs. 152/2006. Per scavare un pozzo serve una comunicazione o un’autorizzazione all’ente competente, che varia da regione a regione (Regione, Provincia o uffici del Genio Civile); per utilizzare l'acqua a fini diversi dal piccolo uso domestico (come definito dalla normativa regionale) è necessaria una concessione di derivazione, rilasciata dopo un’istruttoria tecnica che valuta la disponibilità della risorsa, le interferenze con altri pozzi e i potenziali impatti ambientali. La domanda di concessione richiede la relazione idrogeologica di un tecnico abilitato, l'esito della prova di portata e l'indicazione della portata media e massima richiesta. Il mancato rispetto degli obblighi è sanzionato e può portare alla chiusura del pozzo.
Un pozzo non è un'opera che si dimentica dopo la perforazione: conviene misurare il livello statico con un freatimetro almeno in due momenti dell'anno, a fine estate (falda bassa) e in primavera (falda alta), e annotare i consumi della pompa. Una caduta progressiva del livello statico negli anni indica sovrasfruttamento o calo della ricarica; un aumento dell'abbassamento a parita di portata indica intasamento del filtro o usura della pompa. Affiancare al monitoraggio quantitativo le analisi periodiche della qualità dell'acqua (microbiologia, nitrati, metalli, conducibilità) permette di intercettare precocemente segnali di intrusione salina, contaminazione agricola o degrado del tubaggio.
La portata è solo metà del lavoro: senza analisi non puoi sapere se l'acqua è sicura per uso umano, agricolo o zootecnico. 123Acqua propone kit di analisi di laboratorio per pozzi privati, con risultati interpretati e raccomandazioni operative.
I risultati sono stime indicative basate su formule idrogeologiche semplificate (portata specifica e Hvorslev 1951) e non sostituiscono la relazione di un tecnico abilitato. Per la concessione di derivazione è necessaria una prova di portata eseguita a regola d'arte. Riferimenti normativi: R.D. 1775/1933, D.Lgs. 152/2006, Direttiva 2000/60/CE.